Un sopravvissuto.
Ecco chi sei.
Uno dei pochi sopravvissuti di un mondo ormai in rovina.
Quando la terra iniziò a marcire e a rilasciare miasmi tossici gli uomini e gli animali, ammalati, morirono lentamente.
Le piante, aggredite da funghi e parassiti, mutarono la loro forma adattandosi agli aridi deserti e alle valli buie e umide.
I Regni caddero uno dopo l'altro, le città vennero abbandonate, le ricchezze razziate.
Poi arrivarono le bestie.
Orde di umanoidi e mostri giunsero dai numerosi guadi del versante occidentale devastando i pochi baluardi di resistenza umana, indeboliti da fame e malattia.
I superstiti si rifugiarono nelle foreste ancora verdi e in alcuni villaggi nella speranza di trovare altri sopravvissuti. Stranamente, non tutti morivano a causa delle nebbie. Qualcosa preservava la loro vita.
Le Valli di Artel
- The Dark Age -
Molti secoli fa, uno stregone folle di
nome Arstor iniziò a scrivere un potente
incantesimo per richiamare sulla terra
una divinità e vincolarla al suo potere.
Il figlio, scoperta l’ambizione del padre,
decise di ucciderlo nel sonno.
Ma la brama di potere e la follia dello stregone non si spense con
la sua morte. Altri, dopo di
lui, ripresero tra le mani le sue carte ed i suoi riti per
completare l’opera.
Il pegno dell’incantesimo era la propria
vita e lo sfortunato mago che recitò
l’incantesimo venne ridotto in cenere,
lasciando all’umanità un’eredità di
morte e distruzione.
Il Dio si manifestò in tutta la sua
potenza sotto forma di nebbie scure,
dense e ammorbanti capaci di inaridire
la terra, avvelenare le acque e uccidere
gli esseri viventi.
Le nebbie generarono creature
antropomorfe, mostri e bestie di
inimmaginabile resistenza e ferocia che
si riversarono seminando morte e
distruzione in tutte le terre
raggiungibili.
I regni degli uomini vennero spazzati
via uno dietro l’altro costringendo i Re a
migrare con i loro popoli alla ricerca di terre sicure.
Gli uomini vissero orrori che faticano a
ricordare e raccontare perché la mente
stessa ne ha cancellato il ricordo.
Per oltre due secoli tutti i popoli si riunirono nelle Valli di Artel, l'unico angolo del mondo risparmiato dalle nebbie nere. Tra i guadi e le montagne di Artel gli uomini organizzarono l'ultima eroica resistenza aiutati dal volere della Dea Armia che si manifestà nelle foreste di Artel sotto forma di piccoli fiori bianchi, fiori capaci di respingere ed indebolire le nebbie.
Ma i sovrani dei vari popoli accecati dalla rinascita dei loro imperi e della loro forza iniziano ad ignorare il loro nemico comune rischiando molte volte di perdere tutto. Le guerre degli uomini alla fine indebolirono le frontiere e oltre le montagne gli eserciti di mostri e bestie del Dio Gural attendevano il momento propizio per impadronirsi di tutto.
Tempeste accompagnate da pioggie nere preannunciarono la fine. Le navi vennere trascinate nell'abisso da mostri enormi ed inanarrabili, le città costiere inondate, i villaggi distrutti.
Quando l'uomo si accorse che si era scordato dei fiori di Armia era tardi. L'acqua divenne velenosa, la terra sterile e gli esseri viventi persero lentamente la capacità di generare nuova vita a causa dei miasmi.
Dalla terra la nebbia si alzò in maniera innaturale come se traspirasse la morte stessa. E così il male si impadronì di Artel. L'Antica foresta degli elfi si chiuse in un muro di piante mentre le montagne dei Nani vomitarono un orda di bestie abissali che si sparsero per tutte le valli.
Dei regni di Artel non resta nulla. I sopravvissuti sono pochi e piccole compagnie vagano tra le terre di Artel, un tempo verdi e ricche di vita. |