L’ERA DELLA SPERANZA
Un essere incantato teneva un fiore in mano, era la
speranza di tutti gli uomini …
I popoli che dimoravano nelle Valli di Artel
ebbero presto l’assoluta consapevolezza che non
era un incantesimo a tenere lontane le Nebbie e
tanto meno i venti o le alte montagne.
Le Nebbie Nere varcarono un passo a oriente
distruggendo tutto ciò che trovarono lungo il
cammino. Quel luogo venne chiamato con il
nome di Passo delle Ceneri.
Quando tutto sembrava perduto e le nebbie
lentamente varcavano anche i confini delle Valli,
il popolo degli elfi uscì dalla propria foresta
portando agli uomini i fiori di Armia.
I maggiori esponenti di ogni regno si riunirono
in concilio a Lerna dove gli elfi spiegano il
perché i fiori riuscissero a respingere il male
delle nebbie. Erano fiori bianchi, belli e dalle
straordinarie capacità curative. La scoperta del
fiore fu dedicata ad Armia, la dea della vita.
Grazie al potere dei fiore le nebbie non
riuscivano a diffondersi, si diradavano,
lasciando solamente poche creature immonde
lungo la loro ritirata. I fiori non potevano
riprodursi e, quindi, non era possibile coltivarli.
Crescevano spontanei, in qualunque luogo delle
valli.
A Lerna venne creato un trattato chiamato
"Alleanza di Armia" dove ogni regno si
impegnava a formare delle squadre di cercatori
dei fiori portentosi per riuscire a bloccare
l'avanzata delle nebbie.
Derubare i cercatori era un reato grave punibile
con la morte.
Gli elfi e i maghi di Lerna valutarono che il
Passo delle Ceneri era un guado che costituiva
una minaccia costante per le intere Valli. L’Inem
allora iniziò la costruzione di una potente
fortezza al fine di tentare una eventuale
resistenza militare contro le bestie. Venne così
ribattuta la strada della legna, un tempo usata
per trasportare legname fino alla capitale, in
modo che i soldati potessero spostarsi
velocemente.
Quando la fortezza fu ultimata venne chiamata
Tarnal. Solo allora gli Elfi donarono alle genti
dell’Inem, in comune accordo con Lerna, il
Cuore della Terra.
Il Cuore della Terra fu ricavato da un unico
grande diamante donato dai Nani agli Elfi
durante le guerre degli Arstor. La purezza del
minerale permise agli elfi di infondere in esso
una grande magia capace di intensificare e
richiamare il bene e la serenità. Il potere del
Cuore della Terra è quello di favorire lo
sbocciare dei Fiori di Armia nelle sue vicinanze,
per questa ragione gli Elfi e i maghi di Lerna
convennero che la sua ubicazione migliore fosse
a Tarnal, nell’estremo oriente della Valle del
Mare in modo da bloccare l’avanzare delle
Nebbie dal Passo delle Ceneri.
Purtroppo tre decenni dopo le Nebbie
sferrarono un violento attacco a Tarnal rivelando
ancora una volta l’importanza di quel passo.
Nessuna creatura delle Nebbie poteva toccare il
Cuore della Terra senza morire in pochi minuti
in preda ad atroci sofferenze. Tarnal era una
difesa che le nebbie non potevano superare,
qualcosa che avrebbe bloccato per sempre il
Passo delle Ceneri.
Fu l’uomo a portare via il Cuore della terra da
Tarnal che come un faro aveva allontanato le
Nebbie da quelle terre. Fu l’uomo a decretare la
sua stessa fine.
L’operazione per sbaragliare le difese degli
uomini fu affidata al potente stregone degli elfi
delle Nebbie chiamato Jhi’Naral Du Marn.
Conscio della sua impossibilità a toccare con
mano l’artefatto decise di cercare un’alleanza
con gli stessi uomini: i seguaci di Arstor. Dopo
che il Cuore della Terra fu nascosto, lo stregone
decise di eliminare i testimoni umani di quella
vicenda. I seguaci di Arstor che presero parte
alla congiura vennero quasi tutti eliminati, tutti
tranne uno. Il nome della Maga che riuscì a
sfuggire a Jhi’Naral Du Marn si chiamava Raina,
una potente Maga di Lerna.
Il Cuore della Terra fu nascosto magicamente
affinché fosse celato agli occhi degli uomini per
sempre, eccetto in alcune condizioni astrali che indebolivano l’incantesimo dello stregone delle
Nebbie.
Lo stesso Jhi’Naral Du Marn non nera
consapevole del fatto che Raina fosse
sopravvissuta sebbene priva di un corpo. La sua
anima trovò spazio in molti ricordi sotto forma
di visioni imprimendo numerosi segni e mappe
che riconducevano al Cuore della Terra.
La Lama Bianca, potente ordine di cavalieri
dell’Inem, votati ad Armia e alla sua causa,
trovò un altare in cui era celato l’artefatto ma
non furono in grado di prenderlo perché
mancavano delle chiavi. Fu allora che un Druido
dei figli degli Spiriti presente alla spedizione
donò la sua vita per vincolare nuovamente il
Cuore della Terra. Qualora l’artefatto non fosse
stato preso da una spirito degno sarebbe stato
donato agli spiriti della foresta.
Da allora nessuno parlò più del cuore della terra
e Tarnal fu abbandonata. Solo la Lama Bianca
custodiva il segreto del Cuore della terra e del
suo vincolo. Le Nebbie inoltre per riuscire nel
loro intento avevano sacrificato migliaia di
bestie e umanoidi di ogni sorta e il silenzio sulla
vicenda si protrasse per un secolo e mezzo. Per
far fronte alla minaccia delle nebbie in assenza
del Cuore della Terra e della fortezza di Tarnal
gli Elfi innalzarono insieme ai Figli degli Spiriti
delle Steli e dei Circoli dedicati agli spiriti. Il
sangue dei prescelti, ovvero uomini capaci di
dominare gli spiriti, fu sacrificato alla foresta per
suggellare così l’alleanza. La Stele degli Spiriti
più importante é quella del clan Enkal nel cuore
della foresta degli spiriti a solo mezza giornata
di cammino dalla cittadina di Trisenkal.
L’ERA DELLE OMBRE
L'uomo deve temere se stesso ...
Per secoli la situazione politica nell’Inem rimase
stabile e di conseguenza anche nel resto delle
Valli non ci furono grandi squilibri. L’unica
minaccia comune rimanevano le Nebbie che
lentamente avevano attenuato la loro morsa. In
realtà i seguaci di Arstor lavoravano lentamente,
nell’ombra, assicurandosi amicizie potenti per
riuscire a indebolire le difese orientali dell’Inem
e impedire che il Cuore della Terra venisse in
futuro recuperato.
I primi segni di cedimento del regno giunsero
da parte di alcune incursioni di Bestie nei
villaggi orientali e a nord della penisola di Edho.
I regnanti, comprati dai seguaci di Arstor
sostenevano semplicemente che si trattava di
briganti e che sarebbero stati presto acciuffati.
Inoltre i pirati di Marsel iniziarono a muoversi
alla ricerca di qualcosa nell’oriente dell’Inem e,
nella Valle Centrale, diversi contingenti Medoci
iniziarono a muoversi.
Ben presto la situazione precipitò. Ser Asmar,
primogenito del Lord di Forteroccia, scomparve
senza lasciare tracce. Il Lord iniziò a impiegare
tutte le sue risorse per cercare disperatamente il
figlio dimenticandosi dei suoi obblighi di
regnante. Non distante Lord Bonthar, signore di
Feudiorientali, iniziò a intensificare i suoi traffici
marittimi seguendo le istruzioni del suo
p r imo g e n i t o . S e r Ov e r n a r d , i l s u o
secondogenito, provò a interessare il padre delle
vicende che si svolgono a oriente, tentando di
ricordargli che il loro feudo era il più esposto al
Passo delle Ceneri. Cacciato dal Padre si recò da Lord di Forteroccia e riuscì a strappargli un
piccolo contingente per dirigere un’importante
missione.
Ser Overnard venne però assassino per mano di
un sicario nascosto tra i suoi stessi uomini nel
luogo stesso in cui stringe un’alleanza con I Figli
degli Spiriti e santifica una stele per respingere
le Bestie delle Nebbie.
Solamente il Lord di Stellabianca, Arnor, aveva
intuito che qualcosa non andava nel modo di
comportarsi dei suoi stessi alleati e decide di
iniziare a muoversi temendo il peggio.
Lord Arnor conscio del pericolo che correvano le
sue terre decise di inviare una spedizione a
Oriente. Le truppe dei feudi orientali decisero
così di radunarsi a di sferrare un attacco a
occidente, forti delle truppe di altri feudi
limitrofi. Arnor si impegnò però a stringere
importanti alleanze con le genti di Medoc e con
Arh, portò dalla sua molti pirati di Marsel che gli svelarono i traffici e i piani degli altri
feudatar i . Lord Arnor inol t re godeva
dell’appoggio della Lama Bianca, di Lerna e
degli Elfi dell’Antica Foresta.
Lord Arnor morì sul campo di battaglia
tentando di fermare gli eserciti dei suoi stessi
alleati per far in modo che la compagnia da lui
organizzata riuscisse a recuperare il Cuore della
Ter ra. Tut t i i feudi or iental i vennero
successivamente giudicati colpevoli e corrotti e
le famiglie dominanti deposte. Molti membri
vennero condannati a morte. Alla fine del
conflitto e dalle indagini della Lama Bianca si
scoprì che Ser Overnard fu assassinato dal suo
stesso fratello, comprato dai seguaci di Arstor, e
che Ser Asmar ne faceva parte in veste di
finanziatore e mente.
Dopo che il cuore della Terra fu recuperato molti
altri aspetti vennero resi pubblici. Medoc rese
pubbliche le motivazioni di tutti i suoi
spostamenti nel centro delle valli al fine di
evitare troppi attriti con l’Inem. Le truppe si
muovevano per cercare di recuperare la
pericolosa fuggiasca di nome Vainack scappata
con un importante scoperta sottratta al nonno, il
fisico Morsak. Questa scoperta riguardava delle
sacche d’aria che permetterebbero alle
popolazioni della Valle Buia di respirare un’aria
più pulita. Arnor, il precedente Lord di
Stellabianca, barattò la fuggiasca in cambio di
un aiuto militare per recuperare il cuore della
terra e rafforzare le difese orientali della Valle
del Mare.
Successivamente il colonnello Jorkham,
responsabile delle truppe oltre la valle, firmò un
importante editto che consentiva a Medoc di
sfruttare parte della Valle Centrale e dell’Eroe.
In cambio, qualora le nebbie avessero dovuto
superare il Passo delle Ceneri i Medoci si
impegnavano a fornire maschere capaci di far
sopravvivere la popolazione tra le nebbie.
Grazie a ques to ac cordo, sapendo l a
popolazione in salvo anche qualora le
condizioni fossero diventare critiche, l’Inem
dichiarò le sue intenzioni di voler ricostruire la
fortezza di Tarnal. Iniziarono così i lavori per
ribattere la via della Legna ed ampliare
Trisenkal per alloggiare i soldati in viaggio e i
carpentieri. La frontiera, impegnata a lavorare
per la ricostruzione, verrà difesa da alcune
truppe di Arh, gli uomini di Edho e dai clan dei
Figli degli Spiriti.
L'attacco delle Nebbie giunse inaspettato e un
orda di Bestie penetrò ad Edho portando morte
e distruzione. Il Duca di Tarnal, i suoi consiglieri
e i loro uomini riuscirono a sventare la minaccia
negando alle Nebbie il potere della Meridiana
della Morte, un artefatto magico capace di
rimpolpare costantemente le loro file con
creature non morte.
La vittoria ad Edho e sul Passo delle Ceneri fece
guadagnare ad Artel una pace di sei lunghi
mesi.
L’ERA DELLA GUERRA
Sangue e acciaio segnano l’era che sta per arrivare.
I dieci signori dei morti, profeti di Gural e delle
nebbie, si sono manifestati agli uomini in tutto il
loro potere. In diversi punti delle valli
importanti esponenti delle Nebbie Nere si sono
mossi. I potenti stregoni degli elfi delle nebbie
hanno iniziato a radunare le loro conoscenze e
tre grandi eserciti hanno iniziato a marciare
verso il passo delle ceneri.
Alcuni esponenti dell’Inem Orientale si sono
imbattuti in queste creature.
Il Duca Tarnal, preoccupato per le sorti del
consiglio e delle Valli da l’ordine di
imprigionare il consigliere inviato da Medoc,
Doc Docayles. Questo incidente diplomatico
causa una profonda rottura con l’Inem. Il
Consigliere per ordine della sua imperatrice e
dello stesso re dell’Inem, viene liberato.
Radunati i suoi uomini e le armi dell’impero
riparte per la sua terra.
Medoc esce così dall’alleanza degli uomini per
la difesa del passo delle ceneri, si impossessa
con la forza delle terre della valle centrale e
riduce in schiavitù gli uomini dell’Inem che si
erano recati fin la per insegnare ai medoci come
coltivare la terra e sfruttare il territorio. Alcuni medoci che hanno invece conosciuto e
apprezzato le genti dell’Inem si sono schierati
contro l’esercito. Molti di loro sono stati uccisi e
i pochissimi superstiti dispersi nella valle
centrale si sono radunati dando inizio alla
resistenza Medoca.
Le guerra tra Medoc e gli altri popoli di Artel
sembra imminente. A oriente intanto si radunarono
tre immense armate di mostri pronte a varcare il
passo delle ceneri ed invadere L’Inem.
Il quinto editto
Questo editto, segue e sostituisce quello che il
precedente Re dell’Inem aveva emanato. Il nome
nasce dalla dinastia reale in corso e dal fatto che
é composto da cinque semplici leggi decretate
unicamente per combattere l’imminente guerra
contro le nebbie.
1. Qualsiasi uomo, anche se di popolo o terre
differenti, dovrà attenersi al rispetto del
seguente codice se si troverà all’interno dei
feudi dell’Inem. In caso disubbidisca al volere
del Re verrà punito come se fosse un suo
suddito.
2. I Marseliti non potranno più sbarcare
liberamente sull’Inem se sprovvisti di una
lettera di corsa. Il Marselita sprovvisto verrà
considerato un pirata, quindi un
saccheggiatore e un brigante dell’Inem,
pertanto verrà incarcerato.
3. Sorge per volere del Re l’Ordine Bianco.
Questo nuovo ordine religioso sarà il volere
di Armia sull’Inem e andrà a sostituire ed
accogliere al suo interno La Lama Bianca.
Opporsi all’ordine bianco significa opporsi ad
Armia, al Re e a tutti gli uomini. Gli stessi
cercatori d’ora in avanti saranno sotto diretto
controllo dell’ordine bianco.
4. Ogni umano contaminato dalle Nebbie che
riporta malattie sospette dovrà essere
consegnato vivo all’ordine bianco. L’ordine ha
il potere per ricompensare gli uomini fedeli
che lottano contro le nebbie.
5. Un uomo sospettato di aver in qualche modo
collaborato con creature delle nebbie dovrà
essere consegnato vivo o morto alle istituzioni
locali che condurranno indagini sul suo
conto. Il Re e i suoi sottoposti hanno il potere
per ricompensare gli uomini devoti ad Armia
e alla causa degli uomini.
Nonostante questi provvedimenti e l'aiuto degli elfi per ripristinare il potere delle steli sacre le nebbie prevalsero invadendo Artel e privando così l'uomo di un posto sicuro dove nascondersi.
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