Le Valli di Artel
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Su Artel si diffusero molte religioni ispirate sia alle divinità maggiori sia a quelle minori. Spesso si affiancarono concetti più complessi e profondi dando vita a credi e filosofie molto definite.
Durante la dinastia degli Arstor, prima dell’avvento delle nebbie, fu Artsor l’illuminato, quarto della sua dinastia, a imporre a tutti i popoli un’iconografia e un invito all’adorazione esclusivamente delle sei divinità maggiori. Fu il monaco Yuharm ad avere le visioni delle icone sacre e fu pertanto incaricato dall’imperatore di diffonderle in tutto l’impero.
Nei secoli queste sei divinità di imposero come quelle maggiori e sebbene pochi popoli insinuino la loro non esistenza ci sono moltissime culture e culti che prendono come modello ed esempio una solamente delle sei divinità. Segue l’iconografia base delle sei divinità principali, dette anche divinità madre, correlata d’interpretazione e nascita dell’icona. Con l'avvento di Gural e di Armia oramai la religione madre ha il consenso di tutti gli uomini supestiti. In ogni caso la comprovata esistenza di altre forze misteriose fa si che numerosi culti si affianchino alla reglione madre.

ARMIA
La forma del suo simbolo é un cerchio che rappresenta la continuità e il divenire. Il simbolo è chiaramente un rimando al sole in quanto la sua figura viene spesso associata alla vita e al bello. La sua forma materiale é quello di una donna gravida dalla sguardo rassicurante e materno. Per soccorrere gli uomini dalla furia distruttiva di Gural si è materializzata sotto forma di un fiore bianco capace di contrastare la potenza del Dio malvagio.

GURAL
La forma del suo simbolo é un triangolo rovesciato che rappresenta l’instabilità e l’incertezza. Il simbolo è uno svolazzo di fumo nero, che ricorda la minacciosa sagoma di un drago. Alla sua figura viene spesso associata la nebbia e le tenebre, il male. La sua forma materiale é quella di un uomo stupendo, alto e crudele. Spesso però la sua forma degenera in raffigurazioni grottesche di umanoidi o
agglomerati di carne putrescente. Evocato sulla terra dagli uomini si è manifestato sotto forma di nebbia portando morte e distruzione.

YRCOL
La forma del suo simbolo é un triangolo che deriva dal padre (Gural), ma la base stabile è dovuta all’intervento della madre (Armia). Il simbolo è rappresentato da tre (numero perfetto) coppie di braccia in circolo che sostengono il mondo sull’abisso (le forze del bene e del male in equilibrio). Yrcol appare spesso spesso come un bambino dallo sguardo antico e potente.

MUR
La forma del suo simbolo è figlio dell’incrocio dell'icontro tra padre e figlio. Il punto di incontro dei punti di contatto dei genitori è il centro della sua forza e dell’equilibrio che lo
sorregge sull’abisso, o l’unione delle braccia (l’unione fa la forza).

MUR
Associata all’intuito, alla saggezza. La forma deriva da Armia (alla luce tutto è chiaro e visibile), e il motivo simmetrico che disegna un occhio, simbolo della conoscenza, deriva da Yrcol.

AVLON
Associato/a alla gelosia, all’ira La forma deriva dall’unione delle forme dei genitori, ma l’equilibrio è assolutamente precario. L’occhio di Mia è stato accecato, e il simbolo è l’unico con dei buchi, a simboleggiare l’assenza che genera
l’invidia. Attualmente nessuno riesce ad attribuire un ruolo aquesta divinità ma in tanti suppongono che sia stato proprio Avlon ad istigare Gural a distruggere i regni degli uomini.

L’UNICA ENERGIA
Molti studiosi, maghi e fisici delle Valli sostengono che le divinità siano una creazione dell’uomo per rendere più familiare la figura dell’entità metafisica che muove l’energia del mondo. Questa energia sarebbe il principio che regola gli equilibri del mondo, principi che possono essere mutati dall’uomo grazie al sapere. Per questa corrente di pensiero l’avvento del le nebbie nere non é altro che lo sbilanciamento tramite un incantesimo dell’equilibrio tra la vita e la morte. La vita avrebbe poi ripreso a rifluire nei Fiori di Armia contrapponendosi alle nebbie nere.

GLI SPIRITI
Per plasmare il mondo e la vita gli Dei si sono serviti di quattro elementi madre: l’aria, il fuoco l’acqua e la terra.
Gli antichi nativi che dimoravano su Artel chiamarono queste quattro energie spiriti. Che gli elementi siano energia o spirito è sicuramente un mistero ma la loro esistenza è comprovata da manifestazioni materiali sensibili. Venerare gli spiriti non è illogico in quanto è più semplice per l’uomo utilizzare strumenti divini esistenti piuttosto che chiedere udienza agli Dei.
I nativi sono fortemente legati agli spiriti, soprattutto il ceppo originario della foresta orientale.
Oltre gli spiriti dei quattro elementi esisterebbe un quinto spirito che si manifesta spesso agli uomini ed è quello del tempo che regola la permanenza della vita sulla terra. Il suo nome è Rihannahannan: “il tempo che trascorre trascorrerà di nuovo”.


I CANCELLI DELL’UOMO
La vita e la morte sono l’unica realtà per l’uomo. Una corrente di pensiero sostiene che gli Dei
esistono ma non possono interferire con la vita dell’uomo. Le Nebbie Nere non sono altro che il male che alberga nel cuore degli uomini e dev’essere l’uomo a controllarlo. Grazie al rafforzamento del corpo e della mente, l’uomo può domare i propri istinti e respingere le Nebbie Nere.


DIVINITA’ DELL’ABISSO
Esistono sette divinità dell’Abisso che vengono rappresentate come dei mostri immondi. In antichità Avlon generò una divinità marina che contrastasse il potere degli spiriti dell’acqua. In un combattimento contro gli spiriti, la divinità venne ferita e sconfitta.
Gli spiriti avevano tagliato uno dei lunghi tentacoli disgregando la sua forma divina e dando vita a sette creature di minore entità. Ora queste creature, sebbene sotto il servizio di Avlon, non sono altro che mostri marini. Ognuno dei sette Dei dell’Abisso controlla uno dei sette mari. Con l’avvento delle Nebbie però hanno iniziato a manifestarsi e a radunarsi per riavere la loro ottava parte mancante.

 
 
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