L’ERA PERDUTA
Un'era antica perduta nei ricordi di poche leggende
…
Nessuno è in grado di stabilire con certezza
quando e dove iniziò la civiltà dell’uomo. Prima
del grande impero di Grendor vi erano
numerosi popoli che regnavano in vasti
continenti. Si racconta di grandi guerre e lunghi
periodi di pace, di re giusti e di inconcepibili
misfatti. Questo passato è da ricercare nel cuore
stesso delle persone e delle loro leggende perché
sono pochi i documenti giunti fino a noi.
L’ERA DEL GRANDE IMPERO
Gli eserciti di Grendor facevano tremare ogni terra
…
Grendor è il nome del più grande impero mai
fondato dall’uomo. Si estese su molti continenti
e su tutti i mari. Le flotte e gli eserciti si
spingevano in terre lontane per sottomettere
qualsiasi sovrano al volere del loro imperatore.
L’esercito militare di Grendor era disciplinato e
ben addestrato. Il susseguirsi di una fortunata
dinastia, quella degli Arstor, permise all’impero
di raggiungere il suo massimo splendore prima
della follia del sesto discendente: Arstor VI.
I primi tre imperatori regnarono con prudenza e
audacia imponendo ai popoli sottomessi tributi
ragionevoli e una discreta tolleranza nei
confronti di culture e religioni differenti.
Fu unificato il calendario, il conio e la lingua
facilitando così gli scambi culturali ed economici
tra i popoli sottomessi, vennero ampliate le
strade e tracciate le prime rotte commerciali.
Arstor l’illuminato
Arstor IV detto l’illuminato accolse sotto la sua
ala protettiva un sacerdote di nome Yuharm,
predicatore di una nuova religione che spazzava
via gli antichi Dei sparsi nel suo immenso regno.
Intollerante verso gli infedeli Arstor l’illuminato
compì vere e proprie campagne militari in tutto
il suo vasto impero ai fini di diffondere la parola
dei nuovi Dei. Il figlio crebbe educato dal
sacerdote, indottrinato e plagiato al valore delle
nuove divinità, accecato dalla fede.
Arstor il debole
Re Arstor V detto il debole continuò la strada
del padre ma animato da una forza e da una
determinazione che spaventava tutto il regno.
Gli insegnamenti e i consigli di Yuharm
plagiavano la mente del sovrano e in tanti
sospettavano fosse vittima di un sortilegio. Le
pene per gli infedeli si fecero sempre più truci e
insistenti creando diversi malumori in tutto il
regno. Per riuscire a indottrinare un maggior
numero di persone istituì un ordine di
inquisitori, capaci di insinuarsi capillarmente
nel regno.
In una delle sue numerose campagne di
persuasione si imbatté nelle valli di Artel: e la
sua fede vacillò.
In queste terre popolazioni di cui non conosceva
l’esistenza erano in grado di compiere miracoli
in nome di forze a lui sconosciute. Uomini
primitivi dal corpo coperto da pitture
evocavano gli elementi vincolandoli al loro
volere richiamando il potere e la forza degli
spiriti; uomini evoluti e saggi dall'alto delle loro
splendide torri piegavano la fisica e la vita al
loro volere; misteriose creature chiamate elfi
parlavano con le piante e gli animali e
riuscivano a curare ferite e malattie mortali con
le loro mani e la loro voce.
Sconvolto da un simile potere e sconfitto sul
campo di battaglia tornò nel cuore del suo
impero ed iniziò a scrivere “le cronache di
Artel”: la più antica opera compiuta pervenuta
prima dell’avvento delle nebbie.
Durante la vec chiaia Ar s tor V venne
miracolosamente curato da un sacerdote del suo
credo facendogli riacquistare parte della fede
perduta ma non la forza e il vigore di un tempo.
Nel frattempo, negli angoli dell’impero, la
cessazione dell’inquisizione e della predicazione
fece iniziare un processo di mutazione religioso
in moltissime persone.
Arstor il folle
L’imperatore Arstor VI verrà nominato il folle.
Affascinato dal racconto del padre dedicò la sua
vita allo studio e alla ricerca dell’occulto. Iniziò
così i suoi lunghi viaggi, dimenticandosi dei
suoi doveri di regnante, alla ricerca di presunti
maghi, fattucchieri e sacerdoti. Se il padre non
era pazzo e le righe delle cronache di Artel non
nascondevano fandonie i poteri degli abitanti di
quelle vallate, se reali e non dettati dalla
superstizione, erano grandiosi rispetto a quelli
proclamati dalla religione dell’impero.
Decise allora di partire per le Valli.
Per mantenere l'ordine iniziò una campagna
militare fondata sul terrore ripristinando e
dando nuovi poteri all'inquisizione e ampliando
il suo esercito al fine di sottomettere Artel e
rubarne i segreti. Arstor VI ridusse il suo popolo
alla fame in breve tempo e abbandonò il suo
imperò per raggiungere, alla testa del suo
immenso esercito, le Valli.
Re Arstor era ancora giovanissimo, aveva
solamente ventiquattro anni quando sbarcò per
la prima volta nella Valle del Mare, nelle terre di
Artel. Il suo esercitò non trovò opposizione, le
terre erano scarsamente popolate. I maghi di
Lerna chiesero una tregua per evitare inutili
spargimenti di sangue.
Arstor il folle cedette il proprio trono ad un
sovrintendente. Dietro una retta il concilio di
Lerna ospitò l’imperatore nell’accademia di
magia per insegnarli le arti magiche. L'impero
intanto iniziò a dare segni di instabilità e diverse
ribellioni si sollevarono in diversi punti dello
stesso. Arstor, animato da un nuovo spirito,
iniziò ad apprendere l’arte della magia
dimostrando un talento e una determinazione
fuori da comune. La stessa accademia di magia
di Lerna rimase stupita dai pericolosi progressi
dell’imperatore. L’imperatore, ricco e potente,
riuscì a corrompere molti dei consiglieri di
Lerna e ad ottenere anche incantesimi proibiti e
reputati pericolosi.
Il figlio legittimo dell’imperatore, leggendo
alcuni scritti del padre, riuscì a scoprire le sue
reali intenzioni: risvegliare innominabili
creature dell’ombra per soggiogarle e
conquistare il mondo sottomettendo ogni forma
di vita al suo volere.
Il principe, appoggiato da quella parte di nobiltà
che volevano la morte di Arstor VI, a causa delle
loro ingenti perdite economiche causate
dall’abbandono del regno e dal vacillare delle
province, assassinò il padre.
Il principe Arstor VII detto Il Risoluto salì al
trono.
Arstor VII
Il nuovo imperatore ignorava l’incredibile
quantità di seguaci che suo padre aveva intorno
a se, sia nell’impero sia nella valle di Lerna.
Si accorse ben presto di aver una potente setta di
maghi contro di sé.
Affascinato dai racconti del padre sulle Valli di
Artel decise di organizzare una campagna
militare per occupare quelle terre e distruggere
la valle fiorente e quel folle concilio di stregoni
che aveva fatto impazzire suo padre e che
possedeva pericolosi sortilegi capaci di
risvegliare creature innominabili.
Re Arstor VII morì nel campo di battaglia ucciso
dal Re dei Nani, alleati agli uomini nativi delle
Valli in questa grande guerra.
Il declino degli Arstor
Nei più remoti confini dell’impero erano già
iniziate numerose guerre civili e i popoli
pretendevano la libertà che gli era stata fino ad
allora negata. La maggior parte dell’esercito era
stato inviato ad Artel per sostenere la campagna
dell’imperatore. La morte di Arstor VII fu la
goccia che fece traboccare il vaso. La giovane
regina si ritrovò a dover reggere un immenso
impero nell’attesa che i figli dell’imperatore
raggiungessero l’età per regnare. L’imperatrice
venne uccisa nel suo palazzo da un ignoto
assassino mentre i due figli dell’imperatore
scomparvero nel nulla senza lasciare traccia.
L’impero successivamente cadde senza avere
più nessuna vicenda in comune con le Valli di
Artel e con Lerna; crollò su se stesso spazzato da
sanguinose guerre civili, mosse nel nome dell’
indipendenza.
L’ERA DELLE NEBBIE
Non vi furono più giorni sereni, le nebbie sono come
acqua in una diga che sta per cedere …
Le folli idee di Arstor VI non morirono con lui.
A Lerna tanti grandi maghi erano rimasti
influenzati dal suo sogno e della sua ambizione.
Fu proprio tra le mura della grande accademia,
devota agli studi magici della fiorente Lerna,
che un mago completò l’opera di Arstor
recitando per lui l’incantesimo che segnò per
sempre il destino dell’uomo e di tutti gli esseri
viventi. Costui era uno degli allora sette membri
del consiglio di Lerna: Murnal. Nelle profondità
dell’accademia, aiutato da altri potenti maghi,
recitò l’incantesimo per richiamare le nebbie
nere, ovvero l’essenza del Dio Gural, sulla terra.
In poco tempo il cielo si oscurò, la terrà iniziò a
inaridire e le acque a marcire. Il mondo venne
avvolto da una densa nebbia nera che portava
con sé ogni nefandezza. I regni degli uomini
caddero uno dietro l’altro, le genti iniziarono a
fuggire, cercando rifugio in terre sempre più
lontane, ma anche esse si rivelarono corrotte
dall’essenza della nebbia; alcuni cercarono di
sfuggire a quel destino tramite le acque, ma
anche quelle non erano sicure.
Pochi furono i popoli che, in tempi ed in modi
diversi, riuscirono ad arrivare all’ultimo
baluardo di salvezza dalla distruzione totale: le
Valli di Artel.
L’ERA DELLA SPERANZA
Un essere incantato teneva un fiore in mano, era la
speranza di tutti gli uomini …
I popoli che dimoravano nelle Valli di Artel
ebbero presto l’assoluta consapevolezza che non
era un incantesimo a tenere lontane le Nebbie e
tanto meno i venti o le alte montagne.
Le Nebbie Nere varcarono un passo a oriente
distruggendo tutto ciò che trovarono lungo il
cammino. Quel luogo venne chiamato con il
nome di Passo delle Ceneri.
Quando tutto sembrava perduto e le nebbie
lentamente varcavano anche i confini delle Valli,
il popolo degli elfi uscì dalla propria foresta
portando agli uomini i fiori di Armia.
I maggiori esponenti di ogni regno si riunirono
in concilio a Lerna dove gli elfi spiegano il
perché i fiori riuscissero a respingere il male
delle nebbie. Erano fiori bianchi, belli e dalle
straordinarie capacità curative. La scoperta del
fiore fu dedicata ad Armia, la dea della vita.
Grazie al potere dei fiore le nebbie non
riuscivano a diffondersi, si diradavano,
lasciando solamente poche creature immonde
lungo la loro ritirata. I fiori non potevano
riprodursi e, quindi, non era possibile coltivarli.
Crescevano spontanei, in qualunque luogo delle
valli.
A Lerna venne creato un trattato chiamato
"Alleanza di Armia" dove ogni regno si
impegnava a formare delle squadre di cercatori
dei fiori portentosi per riuscire a bloccare
l'avanzata delle nebbie.
Derubare i cercatori era un reato grave punibile
con la morte.
Gli elfi e i maghi di Lerna valutarono che il
Passo delle Ceneri era un guado che costituiva
una minaccia costante per le intere Valli. L’Inem
allora iniziò la costruzione di una potente
fortezza al fine di tentare una eventuale
resistenza militare contro le bestie. Venne così
ribattuta la strada della legna, un tempo usata
per trasportare legname fino alla capitale, in
modo che i soldati potessero spostarsi
velocemente.
Quando la fortezza fu ultimata venne chiamata
Tarnal. Solo allora gli Elfi donarono alle genti
dell’Inem, in comune accordo con Lerna, il
Cuore della Terra.
Il Cuore della Terra fu ricavato da un unico
grande diamante donato dai Nani agli Elfi
durante le guerre degli Arstor. La purezza del
minerale permise agli elfi di infondere in esso
una grande magia capace di intensificare e
richiamare il bene e la serenità. Il potere del
Cuore della Terra è quello di favorire lo
sbocciare dei Fiori di Armia nelle sue vicinanze,
per questa ragione gli Elfi e i maghi di Lerna
convennero che la sua ubicazione migliore fosse
a Tarnal, nell’estremo oriente della Valle del
Mare in modo da bloccare l’avanzare delle
Nebbie dal Passo delle Ceneri.
Purtroppo tre decenni dopo le Nebbie
sferrarono un violento attacco a Tarnal rivelando
ancora una volta l’importanza di quel passo.
Nessuna creatura delle Nebbie poteva toccare il
Cuore della Terra senza morire in pochi minuti
in preda ad atroci sofferenze. Tarnal era una
difesa che le nebbie non potevano superare,
qualcosa che avrebbe bloccato per sempre il
Passo delle Ceneri.
Fu l’uomo a portare via il Cuore della terra da
Tarnal che come un faro aveva allontanato le
Nebbie da quelle terre. Fu l’uomo a decretare la
sua stessa fine.
L’operazione per sbaragliare le difese degli
uomini fu affidata al potente stregone degli elfi
delle Nebbie chiamato Jhi’Naral Du Marn.
Conscio della sua impossibilità a toccare con
mano l’artefatto decise di cercare un’alleanza
con gli stessi uomini: i seguaci di Arstor. Dopo
che il Cuore della Terra fu nascosto, lo stregone
decise di eliminare i testimoni umani di quella
vicenda. I seguaci di Arstor che presero parte
alla congiura vennero quasi tutti eliminati, tutti
tranne uno. Il nome della Maga che riuscì a
sfuggire a Jhi’Naral Du Marn si chiamava Raina,
una potente Maga di Lerna.
Il Cuore della Terra fu nascosto magicamente
affinché fosse celato agli occhi degli uomini per
sempre, eccetto in alcune condizioni astrali che indebolivano l’incantesimo dello stregone delle
Nebbie.
Lo stesso Jhi’Naral Du Marn non nera
consapevole del fatto che Raina fosse
sopravvissuta sebbene priva di un corpo. La sua
anima trovò spazio in molti ricordi sotto forma
di visioni imprimendo numerosi segni e mappe
che riconducevano al Cuore della Terra.
La Lama Bianca, potente ordine di cavalieri
dell’Inem, votati ad Armia e alla sua causa,
trovò un altare in cui era celato l’artefatto ma
non furono in grado di prenderlo perché
mancavano delle chiavi. Fu allora che un Druido
dei figli degli Spiriti presente alla spedizione
donò la sua vita per vincolare nuovamente il
Cuore della Terra. Qualora l’artefatto non fosse
stato preso da una spirito degno sarebbe stato
donato agli spiriti della foresta.
Da allora nessuno parlò più del cuore della terra
e Tarnal fu abbandonata. Solo la Lama Bianca
custodiva il segreto del Cuore della terra e del
suo vincolo. Le Nebbie inoltre per riuscire nel
loro intento avevano sacrificato migliaia di
bestie e umanoidi di ogni sorta e il silenzio sulla
vicenda si protrasse per un secolo e mezzo. Per
far fronte alla minaccia delle nebbie in assenza
del Cuore della Terra e della fortezza di Tarnal
gli Elfi innalzarono insieme ai Figli degli Spiriti
delle Steli e dei Circoli dedicati agli spiriti. Il
sangue dei prescelti, ovvero uomini capaci di
dominare gli spiriti, fu sacrificato alla foresta per
suggellare così l’alleanza. La Stele degli Spiriti
più importante é quella del clan Enkal nel cuore
della foresta degli spiriti a solo mezza giornata
di cammino dalla cittadina di Trisenkal.
L’ERA DELLE OMBRE
L'uomo deve temere se stesso ...
Per secoli la situazione politica nell’Inem rimase
stabile e di conseguenza anche nel resto delle
Valli non ci furono grandi squilibri. L’unica
minaccia comune rimanevano le Nebbie che
lentamente avevano attenuato la loro morsa. In
realtà i seguaci di Arstor lavoravano lentamente,
nell’ombra, assicurandosi amicizie potenti per
riuscire a indebolire le difese orientali dell’Inem
e impedire che il Cuore della Terra venisse in
futuro recuperato.
I primi segni di cedimento del regno giunsero
da parte di alcune incursioni di Bestie nei
villaggi orientali e a nord della penisola di Edho.
I regnanti, comprati dai seguaci di Arstor
sostenevano semplicemente che si trattava di
briganti e che sarebbero stati presto acciuffati.
Inoltre i pirati di Marsel iniziarono a muoversi
alla ricerca di qualcosa nell’oriente dell’Inem e,
nella Valle Centrale, diversi contingenti Medoci
iniziarono a muoversi.
Ben presto la situazione precipitò. Ser Asmar,
primogenito del Lord di Forteroccia, scomparve
senza lasciare tracce. Il Lord iniziò a impiegare
tutte le sue risorse per cercare disperatamente il
figlio dimenticandosi dei suoi obblighi di
regnante. Non distante Lord Bonthar, signore di
Feudiorientali, iniziò a intensificare i suoi traffici
marittimi seguendo le istruzioni del suo
p r imo g e n i t o . S e r Ov e r n a r d , i l s u o
secondogenito, provò a interessare il padre delle
vicende che si svolgono a oriente, tentando di
ricordargli che il loro feudo era il più esposto al
Passo delle Ceneri. Cacciato dal Padre si recò da Lord di Forteroccia e riuscì a strappargli un
piccolo contingente per dirigere un’importante
missione.
Ser Overnard venne però assassino per mano di
un sicario nascosto tra i suoi stessi uomini nel
luogo stesso in cui stringe un’alleanza con I Figli
degli Spiriti e santifica una stele per respingere
le Bestie delle Nebbie.
Solamente il Lord di Stellabianca, Arnor, aveva
intuito che qualcosa non andava nel modo di
comportarsi dei suoi stessi alleati e decide di
iniziare a muoversi temendo il peggio.
Lord Arnor conscio del pericolo che correvano le
sue terre decise di inviare una spedizione a
Oriente. Le truppe dei feudi orientali decisero
così di radunarsi a di sferrare un attacco a
occidente, forti delle truppe di altri feudi
limitrofi. Arnor si impegnò però a stringere
importanti alleanze con le genti di Medoc e con
Arh, portò dalla sua molti pirati di Marsel che gli svelarono i traffici e i piani degli altri
feudatar i . Lord Arnor inol t re godeva
dell’appoggio della Lama Bianca, di Lerna e
degli Elfi dell’Antica Foresta.
Lord Arnor morì sul campo di battaglia
tentando di fermare gli eserciti dei suoi stessi
alleati per far in modo che la compagnia da lui
organizzata riuscisse a recuperare il Cuore della
Ter ra. Tut t i i feudi or iental i vennero
successivamente giudicati colpevoli e corrotti e
le famiglie dominanti deposte. Molti membri
vennero condannati a morte. Alla fine del
conflitto e dalle indagini della Lama Bianca si
scoprì che Ser Overnard fu assassinato dal suo
stesso fratello, comprato dai seguaci di Arstor, e
che Ser Asmar ne faceva parte in veste di
finanziatore e mente.
Dopo che il cuore della Terra fu recuperato molti
altri aspetti vennero resi pubblici. Medoc rese
pubbliche le motivazioni di tutti i suoi
spostamenti nel centro delle valli al fine di
evitare troppi attriti con l’Inem. Le truppe si
muovevano per cercare di recuperare la
pericolosa fuggiasca di nome Vainack scappata
con un importante scoperta sottratta al nonno, il
fisico Morsak. Questa scoperta riguardava delle
sacche d’aria che permetterebbero alle
popolazioni della Valle Buia di respirare un’aria
più pulita. Arnor, il precedente Lord di
Stellabianca, barattò la fuggiasca in cambio di
un aiuto militare per recuperare il cuore della
terra e rafforzare le difese orientali della Valle
del Mare.
Successivamente il colonnello Jorkham,
responsabile delle truppe oltre la valle, firmò un
importante editto che consentiva a Medoc di
sfruttare parte della Valle Centrale e dell’Eroe.
In cambio, qualora le nebbie avessero dovuto
superare il Passo delle Ceneri i Medoci si
impegnavano a fornire maschere capaci di far
sopravvivere la popolazione tra le nebbie.
Grazie a ques to ac cordo, sapendo l a
popolazione in salvo anche qualora le
condizioni fossero diventare critiche, l’Inem
dichiarò le sue intenzioni di voler ricostruire la
fortezza di Tarnal. Iniziarono così i lavori per
ribattere la via della Legna ed ampliare
Trisenkal per alloggiare i soldati in viaggio e i
carpentieri. La frontiera, impegnata a lavorare
per la ricostruzione, verrà difesa da alcune
truppe di Arh, gli uomini di Edho e dai clan dei
Figli degli Spiriti.
L'attacco delle Nebbie giunse inaspettato e un
orda di Bestie penetrò ad Edho portando morte
e distruzione. Il Duca di Tarnal, i suoi consiglieri
e i loro uomini riuscirono a sventare la minaccia
negando alle Nebbie il potere della Meridiana
della Morte, un artefatto magico capace di
rimpolpare costantemente le loro file con
creature non morte.
La vittoria ad Edho e sul Passo delle Ceneri fece
guadagnare ad Artel una pace di sei lunghi
mesi.
L’ERA DELLA GUERRA
Sangue e acciaio segnano l’era che sta per arrivare.
I dieci signori dei morti, profeti di Gural e delle
nebbie, si sono manifestati agli uomini in tutto il
loro potere. In diversi punti delle valli
importanti esponenti delle Nebbie Nere si sono
mossi. I potenti stregoni degli elfi delle nebbie
hanno iniziato a radunare le loro conoscenze e
tre grandi eserciti hanno iniziato a marciare
verso il passo delle ceneri.
Alcuni esponenti dell’Inem Orientale si sono
imbattuti in queste creature.
Il Duca Tarnal, preoccupato per le sorti del
consiglio e delle Valli da l’ordine di
imprigionare il consigliere inviato da Medoc,
Doc Docayles. Questo incidente diplomatico
causa una profonda rottura con l’Inem. Il
Consigliere per ordine della sua imperatrice e
dello stesso re dell’Inem, viene liberato.
Radunati i suoi uomini e le armi dell’impero
riparte per la sua terra.
Medoc esce così dall’alleanza degli uomini per
la difesa del passo delle ceneri, si impossessa
con la forza delle terre della valle centrale e
riduce in schiavitù gli uomini dell’Inem che si
erano recati fin la per insegnare ai medoci come
coltivare la terra e sfruttare il territorio. Alcuni medoci che hanno invece conosciuto e
apprezzato le genti dell’Inem si sono schierati
contro l’esercito. Molti di loro sono stati uccisi e
i pochissimi superstiti dispersi nella valle
centrale si sono radunati dando inizio alla
resistenza Medoca.
Le guerra tra Medoc e gli altri popoli di Artel
sembra imminente. A oriente intanto si radunarono
tre immense armate di mostri pronte a varcare il
passo delle ceneri ed invadere L’Inem.
Il quinto editto
Questo editto, segue e sostituisce quello che il
precedente Re dell’Inem aveva emanato. Il nome
nasce dalla dinastia reale in corso e dal fatto che
é composto da cinque semplici leggi decretate
unicamente per combattere l’imminente guerra
contro le nebbie.
1. Qualsiasi uomo, anche se di popolo o terre
differenti, dovrà attenersi al rispetto del
seguente codice se si troverà all’interno dei
feudi dell’Inem. In caso disubbidisca al volere
del Re verrà punito come se fosse un suo
suddito.
2. I Marseliti non potranno più sbarcare
liberamente sull’Inem se sprovvisti di una
lettera di corsa. Il Marselita sprovvisto verrà
considerato un pirata, quindi un
saccheggiatore e un brigante dell’Inem,
pertanto verrà incarcerato.
3. Sorge per volere del Re l’Ordine Bianco.
Questo nuovo ordine religioso sarà il volere
di Armia sull’Inem e andrà a sostituire ed
accogliere al suo interno La Lama Bianca.
Opporsi all’ordine bianco significa opporsi ad
Armia, al Re e a tutti gli uomini. Gli stessi
cercatori d’ora in avanti saranno sotto diretto
controllo dell’ordine bianco.
4. Ogni umano contaminato dalle Nebbie che
riporta malattie sospette dovrà essere
consegnato vivo all’ordine bianco. L’ordine ha
il potere per ricompensare gli uomini fedeli
che lottano contro le nebbie.
5. Un uomo sospettato di aver in qualche modo
collaborato con creature delle nebbie dovrà
essere consegnato vivo o morto alle istituzioni
locali che condurranno indagini sul suo
conto. Il Re e i suoi sottoposti hanno il potere
per ricompensare gli uomini devoti ad Armia
e alla causa degli uomini.
Nonostante questi provvedimenti e l'aiuto degli elfi per ripristinare il potere delle steli sacre le nebbie prevalsero invadendo Artel e privando così l'uomo di un posto sicuro dove nascondersi. Da questo punto in poi non esistono più era annotate dagli storici.
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